

Nel tunnel il bianco gabbiano
a stento riusci ad appogiare le zampe per terra.
Ripiego sul dorso le ali affaticate
e quardo con occhi che volevano vedere.
Intorno alui solo il buio, soffocante ed indecifrabile.
Dove erano il cielo ed il mare
e l'urlo impetuoso della tempesta?
E la luce? Ci sarebbe stata di nuovo la luce?
Capi che doveva trovarla
per non sentirso solo e vinto.
E sollevo le ali poderoso in un volo furibondo
che pero le rocce nere bruscamente fermarono.
Nessuno vide mai quella macchia di sangue
e seppe che il bianco gabbiano era morto.
da Lucifero Martini
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